Longevità
Resistenza naturale alla corrosione
É ormai comprovata la resistenza centenaria dello zinco alla corrosione. La superficie metallica dello zinco reagisce a contatto con i principali costituenti dell'atmosfera (ossigeno, biossido di carbonio e acqua) formando un sottile strato superficiale di passivazione, chiamato comunemente patina. Una volta formata sulla superficie del metallo, questa frena gli scambi tra lo zinco e l'ossigeno dell'atmosfera, arrestando spontaneamente il processo di corrosione.
La patina del metallo: una protezione in due tempi
La patina, di colore grigio chiaro, si forma in un lasso di tempo compreso tra 6 mesi e due anni secondo il clima, l'esposizione del luogo e l'aggressività dell'atmosfera. È costituita da due parti:
- Uno strato superficiale di carbonato basico di zinco, formato da cristalli molto densi, non solubile nell'acqua: questo primo strato protegge interamente lo zinco, evitandone la reazione con l'ossigeno presente nell'atmosfera.
- Uno strato più profondo di ossido o idrossido di zinco di spessore variabile, meno aderente e molto poroso, i cui costituenti permettono di neutralizzare l'acidità delle piogge e degli effluenti che possono scorrere sullo zinco.
Una longevità sperimentata
La longevità dello zinco è direttamente legata al suo ambiente atmosferico. In ambiente rurale, la durata di vita media di una copertura di zinco è compresa tra 90 e 100 anni. In ambiente marittimo, vicino alle coste, la sua durata varia dai 40 ai 70 anni. Infine, in un ambiente molto industrializzato, è circa 50 anni. Tuttavia, la riduzione delle emissioni inquinanti imposta dalla legislazione di numerosi paesi, in particolare le emissioni di biossido di zolfo (SO2), ha permesso e permetterà ancora di ridurre sensibilmente il divario esistente tra gli ambienti rurali e quelli industrializzati.

